Obiettivi generali:

 

·        Educare a vedere, pensare, sentire, creare, cercando di stimolare tutte le capacità di un individuo sviluppando conoscenze integrate.
 

·        Sottolineare la funzione educativa dell’opera d’arte intesa come bene culturale che, se fruibile e accessibile, è al servizio del pubblico e della collettività.

 

·        Avvicinare i bambini all’arte contemporanea fornendo i codici necessari per interpretarne i linguaggi.

 

·        Creare le condizioni per far esprimere le potenzialità dei bambini attraverso forme didattiche stimolanti, divertenti e interattive. Muovendo da una riflessione intorno all’opera dell’artista e con l’artista stesso, sotto forma di gioco, esperienza diretta, coinvolgente ed emotiva,  l’apprendimento è affidato alla libera elaborazione del bambino “accompagnato” dall’occhio dell’adulto.

 

 

VITTORIO VALENTE – “Dialogo nella materia”
 

Il progetto non avrebbe potuto avere esiti tanto interessanti senza l’impegno e la disponibilità mostrati dalle insegnanti della scuola elementare Maria Luigia. L’attività con i bambini è stata infatti preceduta da alcuni incontri per presentare alle insegnanti l’artista, il suo percorso, il suo metodo di lavoro, i contenuti della sua opera; in seguito abbiamo delineato i contenuti e le tematiche da proporre agli alunni.

Fondamentali sono stati i momenti di verifica del percorso svolto che si sono sviluppati attraverso un confronto periodico con le insegnanti che non hanno visto i miei interventi come sostitutivi alle loro lezioni, ma piuttosto come facenti parte di un progetto che si potesse ampliare e concordare seguendo gli obiettivi didattici e gli interessi di ciascuna classe. Questo atteggiamento attivo da parte delle insegnanti mi ha permesso di adeguare in itinere il progetto a seconda dell’età e delle conoscenze pregresse degli alunni. Si è instaurato un dialogo, uno scambio tra diverse professionalità e competenze tale da consentire uno sviluppo reciproco; si sono create le condizioni per agevolare il processo di apprendimento da parte degli alunni.
Il percorso formativo che ha visto come soggetto principale l’opera di Vittorio Valente ha fornito agli alunni gli strumenti necessari per interpretare opere di altri artisti contemporanei. Essendosi misurati personalmente nell’uso di materiali non convenzionali, hanno acquisito curiosità nell’osservare opere d’arte contemporanea e meno difficoltà nel decifrarne i codici espressivi.

L’opera di Valente ha permesso di mettere in evidenza alcuni aspetti essenziali dell’arte contemporanea, per esempio la stretta relazione tra arte e scienza. L’arte diventa presupposto per considerare la cultura in modo complessivo, fatta di saperi che si uniscono e linguaggi che si incontrano.

Valente, come molti altri protagonisti dell’arte contemporanea, crea una connessione tra realtà e fantasia unendo il linguaggio estetico e quello scientifico. Del resto è proprio questa connessione tra diversi elementi conosciuti che sta alla base della creazione artistica e dell’immaginazione del bambino; “la fantasia sarà più o meno fervida se l’individuo avrà più o meno possibilità di fare relazioni”[1].

Un ruolo centrale nel progetto didattico è stato occupato dalla Galleria Cristina Busi, dove le classi hanno potuto vedere e toccare le opere di Valente. Una Galleria d’arte contemporanea è prima di tutto un luogo di comunicazione, ma spesso, come accade per i musei, molte persone non fruiscono delle manifestazioni e delle esposizioni organizzate, sebbene siano aperte liberamente e gratuitamente. Gli adulti che non si sentono in grado di comprendere l’arte contemporanea col tempo perdono la capacità di mettersi in rapporto diretto con le opere; al contrario fornendo fin dall’infanzia elementi per un primo approccio all’arte contemporanea ed organizzando momenti che favoriscano la familiarità con i luoghi e i protagonisti dell’arte, rimarrà anche crescendo il piacere di riflettere e confrontarsi fruendo delle occasioni che istituzioni, musei, mostre temporanee offrono sul territorio.

 


 

[1] Bruno Munari, Fantasia, p.29, Laterza, 1977

 


La mostra “Vittorio Valente – Dialogo nella materia”, allestita dal 27 Giugno al 26 Luglio 2009 presso gli spazi espositivi della Galleria Busi, nasce come momento conclusivo di un progetto di didattica dell’arte contemporanea proposto alle classi elementari della scuola Maria Luigia di Chiavari. Oltre ai lavori più recenti di Valente verranno presentati alcuni dei momenti più significativi del progetto didattico.
Riflettere sull’opera di un’artista contemporaneo per ideare e realizzare laboratori e attività da rivolgere a bambini dai 6 ai 12 anni ti spinge a trovare quali siano i codici formali che distinguono il linguaggio artistico utilizzato, quali gli elementi che caratterizzano il lavoro dell’artista che si vuole presentare.

La chiarezza necessaria nel rivolgersi a giovani fruitori non deve sminuire o banalizzare un percorso artistico di oltre trent’anni, come quello di Vittorio Valente, deve al contrario trovare le modalità per fare comprendere in modo semplice aspetti complicati del reale, deve avvicinare i bambini all’arte contemporanea in modo giocoso e stimolante ma senza tradirne i contenuti.

Ho chiesto a Valente la disponibilità di collaborare al progetto didattico oltre per la sua curiosità ed il suo entusiasmo per ogni forma di comunicazione, per la natura delle sue opere che esigono un approccio multisensoriale. Le sue superfici dermatiche non rifiutano di essere toccate, accarezzate, provocando l’attitudine dei bambini all’approccio multisensoriale del reale.

Vittorio Valente ha unito la sua formazione scientifica con la passione per l’arte; fin da ragazzo si è esercitato con la pittura e l’intaglio ma doveva trovare il mezzo che gli permettesse di esprimersi con un linguaggio personale ed originale. Quando “scopre” il silicone dapprima lo usa come una pittura materica, con la spatola, in seguito utilizza quel modulo a goccia che caratterizza tutto il percorso artistico dell’autore. Per un giovane artista che guardava a Man Ray, Duchamp, agli artisti della Pop Art, a Pino Pascali, fu naturale trasformare un materiale commerciabile, comune, per creare oggetti che avessero una valenza completamente diversa.

Il silicone è un materiale che permette un linguaggio nuovo ma con dei limiti espressivi, superati da Valente attraverso una continua e instancabile ricerca che lo ha condotto fino agli ultimi lavori su tela, in cui il movimento delle forme e dei piani tono su tono ricordano opere optical.
Nell’opera di Valente l’aspetto dell’apparire e del nascondere diventa una modalità linguistica, un linguaggio ambiguo che presenta come accattivanti e sorprendenti elementi potenzialmente pericolosi e comuni. I bambini hanno nel loro percorso didattico “incontrato” le opere di Vittorio Valente facendosi sorprendere dai colori accesi, dalle forme arrotondate e dalla materia che le distingue, per riconoscere, attraverso i laboratori, una complessità di significati non percepibile ad un primo sguardo. Quelle presenze allegre e colorate che hanno accolto le classi durante la visita presso la Galleria Cristina Busi nascondono sinistri messaggi e legami con elementi della natura pericolosi.

La mostra “Vittorio Valente – Dialoghi nella materia” è l’occasione per presentare gli ultimi lavori di Valente, dove l’artista supera il gioco ironico dell’alternanza tra apparenza e realtà per indagare nuove soluzioni formali. Le opere si differenziano per le soluzioni ritmiche e la scelta di utilizzare solo alcuni colori: i rossi, i gialli e gli assoluti bianco e nero. Nell’uso del colore Valente orienta il proprio lavoro verso la pulizia, l’astrazione, il ritmo, e sceglie come unico supporto la tela.

 

Dott.ssa Maura Iob




Fasi e laboratorio                                        Sezione didattiva