Vittorio Valente

 “Dialogo nella materia”


Vittorio Valente ha unito la sua formazione scientifica con la passione per l’arte; fin da ragazzo si è esercitato con la pittura e l’intaglio ma doveva trovare il mezzo che gli permettesse di esprimersi con un linguaggio personale ed originale. Nel corso del ‘900 gli artisti hanno indagato materiali e tecniche diverse, hanno inserito nelle loro opere oggetti di uso quotidiano caricandoli di significati nuovi, hanno prelevato direttamente dalla quotidianità materiali “anomali” ed estranei alle pratiche tradizionali del fare artistico.

La ricerca di Valente non vuole rinunciare ai valori formali e cromatici tradizionali, ma esige di rielaborarli attraverso una nuova sostanza. Uno dei primi artisti ad utilizzare materiali plastici Valente mantiene un approccio tradizionale che lo ha portato a maneggiare con grande destrezza il silicone, ad inventare, o meglio riutilizzare la siringa come strumento adatto ad accrescere le possibilità espressive. La siringa è lo strumento artistico necessario ad ottenere immagini formate da centinaia di punti e di tratti giustapposti con meticolosa pazienza. Le capacità di Valente risiedono anche nella sua abilità manuale, nel controllo del materiale scelto, nel bisogno di supportare la propria ricerca artistica da un lavoro artigianale attraverso cui percepire la fatica fisica che tradizionalmente è attribuita al lavoro scultoreo.
Nel 1987 incomincia ad utilizzare il silicone dapprima come pittura materica, con la spatola, in seguito utilizza quel modulo a goccia che caratterizza tutto il suo percorso artistico. Per un giovane artista che guardava a Man Ray, Duchamp, agli artisti della Pop Art, a Pino Pascali, fu naturale trasformare un materiale commerciabile, comune, per creare oggetti che avessero una valenza completamente diversa.

Nel 1993 è uno dei fondatori del movimento Cracking Art, movimento che cerca di superare le apparenti antinomie tra artificiale/ naturale, bello/brutto. Come la plastica deriva dal petrolio, uno dei più antichi materiali esistenti sulla terra, il silicone viene estratto dalla sabbia per sintesi chimica. Il silicone è un materiale che permette un linguaggio nuovo ma con dei limiti espressivi, superati da Valente attraverso una continua e instancabile ricerca che lo ha condotto fino agli ultimi lavori su tela, in cui il movimento delle forme e dei piani tono su tono ricordano opere optical.

Valente sviluppa il proprio cammino artistico attraverso un percorso in continua evoluzione; alcuni elementi stilistici vengono modificati, abbandonati e ripresi in fasi successive . Non è casuale se il titolo della prima mostra allestita nel 1987 “Griglie” viene ripreso come titolo delle opere più recenti, alludendo ad una vicinanza stilistica caratterizzata dal ritorno a forme rigorose e alla predominanza bidimensionale.

Le sue opere sono pitto-sculture; Valente modella forme plastiche tridimensionali anche quando sceglie la tela come supporto, trasformandola in un altorilievo solo apparentemente duro e aguzzo. Le sue opere esigono un approccio multisensoriale; le superfici dermatiche non rifiutano di essere toccate, accarezzate, provocando l’attitudine ad un approccio multisensoriale del reale.

Unendo al materiale artificiale pigmenti ad olio ottiene nuove tonalità cromatiche che lo portano, nelle opere più recenti, a soluzioni monocromatiche: rosso, giallo e gli assoluti bianco e nero.

Le suggestioni nate dal confronto con le nuove frontiere della scienza e della biologia lasciano spazio al confronto con le nuove frontiere dell’informatica e delle immagini digitali. La dualità dell’essere e dell’apparire e i riferimenti a nuclei cellulari e forme organiche vengono sovrastati e nascosti dal ritorno a valori decorativi.

Negli ultimi lavori pur non utilizzando il computer Valente produce immagini virtuali adeguandosi alla nuova estetica telematica. I punti-tratti di silicone costruiscono le immagini di Valente come i pixel di un’immagine digitale.

Valente si orienta verso una maggiore sintesi, astrazione e ritmo, ritornando a valori astratto –geometrici.

 


Maura Iob

 

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