Mostra personale di
Adriano Leverone

              ADRIANO LEVERONE – nasce a Quiliano (SV). Vive e lavora a Ferrada di Moconesi in Valfontanabuona. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Chiavari e successivamente al Magistero Artistico presso l’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza. Dal 1973 ha tenuto mostre personali e collettive oltre ad aver partecipato alle più importanti rassegne internazionali di ceramica. Ha svolto, come esperto della lavorazione della terracotta, su incarico del Ministero degli Esteri e del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli attività didattiche e di formazione in alcuni insediamenti in Etiopia e Brasile. Ha ottenuto premi e riconoscimenti internazionali fra cui nel 2002 il terzo premio all’International Ceramics Festival Mino in Giappone. Nel 1994 espone per la prima volta anche opere in marmo, granito, bronzo. Realizza altresì opere monumentali pubbliche: nel 1979 una scultura in bronzo a Ferrada di Moconesi dedicata a Cristoforo Colombo. Nel dicembre 2002 viene inaugurata nella Sala consiliare del Comune di Moconesi la grande scultura in ardesia e gres “il filone di ardesia” e del  febbraio 2003 è la realizzazione del monumento in bronzo alto 5 metri intitolato ai “Lavoratori dell’Ardesia” a Pianezza di Cicagna. Nel 2000 ha inaugurato un nuovo studio a Ferrada, punto di riferimento per quanti operano nella ricerca e sperimentazione in campo ceramico.

 

    Adriano Leverone nasce ceramista. Sposta da subito la ricerca su materiali cotti ad alta temperatura: il gres. Per le sue caratteristiche intrinseche, soprattutto per la sua durezza, è il supporto ideale per gli obiettivi di forma e colore che si era preposto. La sua origine contadina affonda nella terra, in quella terra che studia e indaga con passione con un continuo controllo degli impasti, delle temperature, delle forme: assemblaggi di pieni e vuoti, concavi e convessi, interni ed esterni. Approfondisce lo studio della natura  penetrandone gli anfratti più nascosti per arrivare alla rappresentazione macro di elementi naturali (semi di mela, anemone di mare).

    L’esigenza  per lui fondamentale di una sperimentazione su diversi materiali l’ha portato a sconfinare nei territori della pietra, marmo, granito, ardesia, bronzo.

    Dalla ciotola alla scultura di grande formato  Leverone con pratiche segrete che ricordano la bottega di un alchimista medievale, o la fucina di un rinato  Dio vulcano dà leggerezza e slancio alla forma ceramica. La mostra che si inaugura in galleria presenta  gli ultimi lavori, alcuni dei quali sembrano figure antropomorfe, dove la superficie è diventata un bassorilievo che vibra di luci ed ombre.  

 

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